Nel febbraio 2026, diversi attacchi informatici hanno colpito infrastrutture critiche: un operatore elettrico europeo, un grande porto asiatico, un gruppo logistico europeo e una rete di gasdotti nordamericana. Questi incidenti, confermati dall’ENISA, dalla CISA e dall’EMSA, dimostrano che le catene di approvvigionamento e i sistemi industriali rimangono obiettivi privilegiati dei criminali informatici.
Secondo l’Agenziadell’Unione europea per la sicurezza informatica (ENISA), gli attacchi alle catene di approvvigionamento sono aumentati del 62% in un anno, un dato pubblicato nel suo Threat Landscape Report . Questo aumento è dovuto alla moltiplicazione delle interconnessioni, alla maggiore dipendenza dai sistemi collaborativi e allo sfruttamento delle vulnerabilità dei fornitori terzi. I recenti incidenti verificatisi nel febbraio 2026 — in particolare nel settore del trasporto marittimo e nelle reti logistiche europee — illustrano perfettamente questa fragilità sistemica.
Le conseguenze operative sono immediate: interruzioni della produzione, ritardi logistici, perdite finanziarie e danni alla reputazione. IBM stima nel suo Cost of a Data Breach Report che il costo medio di una violazione dei dati raggiunge ormai i 4,45 milioni di dollari, un record storico. Nei settori critici, tale costo può salire ben oltre, in particolare quando le operazioni fisiche subiscono interruzioni.
Oltre all’impatto finanziario, le organizzazioni devono affrontare anche una sfida legata alla continuità operativa. Il Il Business Continuity Institute ricorda che il 73% delle aziende che hanno subito un grave attacco informatico ha registrato un'interruzione significativa dell'attività, talvolta della durata di diversi giorni. In un contesto in cui le tensioni geopolitiche continuano a incidere sulle rotte marittime — in particolare nel Mar Rosso — la combinazione tra cyber-attacchi e supply chain crea un rischio sistemico senza precedenti.
Di fronte a questa situazione, le norme internazionali svolgono un ruolo essenziale. La norma ISO 27001 fornisce un quadro strutturato per la sicurezza dei sistemi informativi, mentrela norma ISO 22301 contribuisce a garantire la continuità operativa in caso di incidenti. Le organizzazioni certificate registrano vantaggi misurabili: riduzione dei tempi di risposta agli incidenti, maggiore resilienza operativa e diminuzione dei costi legati alle interruzioni. Diversi studi dimostrano che le aziende dotate di un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni riducono in media del 30% l’impatto operativo degli attacchi informatici, grazie a una migliore preparazione e a una governance più matura.
Gli eventi degli ultimi mesi ci ricordano che la sicurezza informatica non è più una questione puramente tecnica. Si tratta di un tema che riguarda la governance, la resilienza e la fiducia. Le organizzazioni che anticipano, strutturano e certificano le proprie pratiche sono quelle che riescono ad assorbire gli shock, a proteggere le proprie risorse e a mantenere le proprie prestazioni in un contesto sempre più instabile.
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